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Che cosa è un’atrofia ossea?

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IMPIANTI ZIGOMATICI

Struttura dell’osso alveolare Mascellare e Mandibolare.

La struttura del nostro osso è composta da cellule fondamentali, che sono gli Osteoblasti, deputati alla formazione della matrice ossea e gli Osteoclasti, responsabili del suo riassorbimento.

Quali sonono le cause della perdita dell’osso alveolare del Mascellare/Mandibolare? Da cosa è dipesa? Come avviene?

Le cause principali della perdita di volume osseo del mascellare e della mandibola, sono prevalentemente da addebitare alla perdita degli elementi dentali, che nel corso del tempo vengono a mancare, questa caratteristica porta il paziente ad una condizione di edentulia parziale o totale.

Quando ormai i denti, sono caduti, i mascellari vanno incontro ad una atrofia “DA NON USO” la prima formazione che scompare è il processo alveolare che si riduce progressivamente ed in senso centripeto, prima in ampiezza, poi in altezza. Questa trasformazione si completa nei giovani in 6/10 settimane, nelle persone anziane, con un tempo più lungo, variabile tra i tre e quattro mesi.

L’atrofia si puo’ estendere anche ad altre parti del corpo dei mascellari e della mandibola.

Nel complesso, in presenza di un grado moderato di atrofia, il processo alveolare delle zone edentule assume una forma ad U ed è ricoperto da osso compatto: In caso di atrofia più accentuata il processo diviene sottile ed acuto: se poi l’atrofia è grave, il processo scompare.

La perdita di tessuto può essere più accentuata in alcuni punti rispetto ad altri, minore dove gli elementi si sono mantenuti più a lungo, maggiore laddove la perdita sia più datata e/o abbia sostenuto una protesi: maggiore in individui con patologie sistemiche o malnutriti rispetto ad individui sani. In particolare, la cresta ossea alveolare presenterà una maggior atrofia sotto una protesi instabile che sotto una protesi ben bilanciata e a larga base. Se la perdita si presenta così disomogenea, ciò è da attribuirsi all’equilibrio tra riassorbimento e rigenerazione che dipende sia dallo stato metabolico e nutritivo dell’organismo, che da disturbi ormonali, ad esempio nella osteoporosi postmenopausa e senile, oltre che da influenze locali e iatrogene ( osteoporosi cortisonica)

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