• Gio. Giu 30th, 2022

Galileus Cerclage Sinus™

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IMPIANTI ZIGOMATICI

PUNTI CHIAVE

  1. Simile al posizionamento di nessun altro impianto, l’uso di impianti pterigoidei evita la necessità di rialzo del seno mascellare e procedure di innesto
  2. Il tasso di sopravvivenza cumulativo su un periodo di 10 anni per gli impianti inseriti nella regione pterigoidea è del 91%
  3. Il motivo principale per l’utilizzo di impianti pterigoidei è la disponibilità di osso corticale denso del processo piramidale e della placca pterigoidea

Per meglio capire e comprendere cosa è la tecnica chirurgica “Galileus Cerclage Sinus” Del Prof. Roberto Conte e come si esegue chirurgicamente tale tecnica, visionerete alcuni interventi video, senza censura, per meglio comprendere come viene articola questa tecnica implantare. Tale tecnica realizzata dal Prof. Conte è stata messa a vostra completa disposizione, con questa metodica, si evitano sia i grandi rialzi dei seni mascellari, sia gli innesti d’osso autologhi, con il baipassamento dei seni mascellari atrofici, grazie al baipassamento con l’inserimento degli impianti pterigoidei, nella zona posteriore del mascellare superiore, nella zona frontale, vengono inseriti gli impianti nasali, con la testa dello stesso rivolto verso l’impianto pterigoideo, così facendo, viene risolta tale complicanza, realizzando il famoso “Cerclage” Cerchiaggio del seno mascellare, con l’inserimento posteriore di un impianto pterigoideo, e l’inserimento frontalmente con l’impianto nasale, tale procedura realizza la famosa tecnica dell’implantologia “Galileus Cerclage Sinus” risolvendo definitivamente la grave atrofia con impianti fissi senza ricorrere agli innesti.

Segue un intervento video Eseguito dal Prof. Roberto Conte in persona, che mostra la realizzazione della tecnica chirurgica del Galileus Cerclage Sinus™

Indicazioni

Nella mascella superiore edentula il posizionamento degli impianti può essere difficoltoso a causa della quantità limitata di osso e della presenza del seno mascellare. Gli impianti pterigoidei hanno alti tassi di successo, livelli di perdita ossea simili a quelli degli impianti convenzionali, complicanze minime e buona accettazione da parte dei pazienti, essendo un’alternativa per il trattamento di pazienti con mascellari altamente atrofici ed evitando la necessità di estese procedure di aumento.

Tuttavia, attualmente, gli impianti pterigoidei sono stati studiati principalmente nell’edentulia parziale come alternativa di trattamento molto interessante alle procedure di rialzo del seno.

Raccomandazioni cliniche

L’impianto pterigoideo viene posizionato nella regione degli ex primi o secondi molari superiori e segue una direzione diagonale posteriormente verso il processo piramidale. L’impianto infine si ancora nella fossa pterigoidea dello sfenoide. L’angolazione degli impianti pterigoidei varia da 45 °- 50 ° verso il piano mascellare.

Nella realtà clinica, ogni volta che vengono descritti gli impianti pterigoidei si tratta in realtà di impianti di tuberosità con ancoraggio nella placca pterigoidea e quindi le difficoltà di trattamento sono molto limitate. Come per ogni intervento chirurgico implantare, la preparazione del letto implantare è di grande importanza e la pianificazione del trattamento deve essere eseguita con grande attenzione alle strutture anatomiche e alla disponibilità/qualità dell’osso.

A causa della presenza di osso spongioso di tipo III o IV in questa regione, il tipo di impianto preferito è l’impianto Isomed data la sua elevata stabilità primaria nell’osso morbido.

Prognosi

La CSR su un periodo di 10 anni, in gran parte dovuta ai dati di uno studio, è stata del 91%. L’evidenza del successo dell’impianto a lungo termine e della sopravvivenza è debole nella letteratura attuale. Inoltre ci sono solo prove limitate sulla funzione immediata sugli impianti pterigoidei.

Definizioni attuali per gli impianti pterigoidei

In tutta la letteratura, vengono utilizzati diversi termini per descrivere gli impianti pterigoidei. I termini “impianti pterigoidei”, “impianti pterigomascellari” e “impianti per tuberosità” sono usati in modo intercambiabile. Gli “impianti pterigoidei” sono stati definiti dal Glossario degli impianti orali e maxillofacciali come “posizionamento dell’impianto attraverso la tuberosità mascellare e nella placca pterigoidea”.

Esistono differenze significative tra gli impianti di pterigoideo e di tuberosità, inclusi i seguenti:

gli impianti pterigoidei originano nella tuberosità e si impegnano nell’osso denso delle placche pterigoidee e dell’osso palatino
gli impianti di tuberosità hanno origine nel processo alveolare mascellare e possono occasionalmente ancorarsi nel processo piramidale.

La qualità dell’osso in questa regione è composta principalmente da osso spongioso di tipo III o IV
Reiser ha eseguito uno studio su cadavere analizzando attraverso quali strutture ossee gli impianti posizionati nella regione pterigomascellare vengono supportati. Nei casi con sufficiente qualità ossea e quantità della tuberosità, l’impianto può essere posizionato interamente all’interno della tuberosità.

Se l’osso è insufficiente, gli impianti si ancoreranno apicalmente nei processi piramidali o pterigoidei. Ciò porta alla conclusione che gli impianti pterigoidei racchiudono la regione della tuberosità, mentre non tutti gli impianti di tuberosità devono necessariamente impegnare le placche pterigoidee se la tuberosità fornisce sufficiente stabilità.

Ulteriore caso clinico eseguito e risolto dal Prof. Roberto Conte con la propria tecnica chirurgica: Galileus Cerclage Sinus™

PLAY VIDEO

Fase dell’intervento a carico immediato senza osso, fase chirurgica arcata mascellare, con tecnica del Galileus Cerclage Sinus™, mandibola con impianti a spillo.

Trascorsi 6 mesi a guarigione ottenuta osteointegrazione di tutti gli impianti dentali, il Prof provvede alla sostituzione dei circolari povvisori fissi, con i circolari fissi definitivi.

Con enorme soddisfazione della paziente

Tecnica chirurgica del Galileus Cerclage Sinus™

 

Chi può usufruire di questa tecnica?

  1. Possono essere riabilitati con denti fissi, tutti i pazienti:

  2. Portatori di protesi mobili da diversi anni

  3. Pazienti con gravi edentulie protratte nel tempo

  4. Pazienti, con gravi patologie parodontali

  5. Pazienti con interventi e diagnosi sbagliate

  6. Pazienti con caduta protesi fissa e impianti spezzati nell’osso

  7. Pazienti con innesti d’osso autologhi falliti

  8. Pazienti, con procedure di rialzo del seno mascellare non andata a buon fine

  9. Pazienti con fallimenti e conseguente caduta impianti dentali

  10. Pazienti Con gravi e gravissime atrofie mascellari

  11. Pazienti che sino ad ora non sono riusciti ad ottenere i tanto desiderati denti fissi, nonostante ancora in cura.

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